Regione Veneto

Servizio Ambiente - Ecologia

Ultima modifica 2 marzo 2017

L'Ufficio Ambiente-Ecologia si occupa di:

  • emissione ordinanze di allacciamento alla fognatura nera consortile;
  • gestione dei rifiuti (rapporti con Veritas SpA- Area Territoriale ACM);
  • disinfestazioni e derattizzazione in aree pubbliche e controllo della nutria;
  • prodotti fitosanitari
    Con deliberazione della Giunta regionale n. 1262 dell'1 agosto 2016 è stato approvato il documento contenente gli "indirizzi regionali per un corretto impiego dei prodotti fitosanitari". Al seguente indirizzo internet: http://www.piave.veneto.it/web/consumatori/decalogo-prodotti-fitosanitari, è disponibile il "Decalogo per l'uso responsabile dei prodotti fitosanitari" con lo scopo di illustrare in maniera divulgativa alcuni aspetti sul corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari sia in un contesto agricolo che urbano, nonchè di sensibilizzare sul nuovo Piano d'Azione Nazionale (PAN) e sulle azioni che la Regione del Veneto sta conducendo. Il decalogo è composto di dieci box tematici che spiegano in maniera sintetica le caratteristiche dei prodotti fitosanitari, i possibili utilizzi in ambito professionale e privato, gli impatti su popolazione e ambiente, fino ad arrivare ai controlli sull'alimento.
  • lotta al bruco americano
  • lotta alla processionaria

    Scheda processionaria del pino
    Scheda processionaria della quercia
    Informativa sulla lotta alla processionaria

  • lotta alla zanzara tigre e interventi fito-sanitari (in rapporto con Veritas SpA)

    Ordinanza zanzara tigre 2016
    Manifesto
    Pieghevole

  • inquinamento dell’aria, corsi d’acqua;
  • monitoraggio campi elettromagnetici (in rapporto con Arpav);
     

    Informativa su antenne di telefonia mobile (Faq)

    L' informativa ha lo scopo di chiarire alcuni aspetti della gestione delle antenne per la telefonia mobile ( cellulari ).

    1) Quali sono i compiti dell'Amministrazione Comunale?

    Le stazioni radio base per la telefonia mobile sono autorizzate dal Comune secondo le procedure previste dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche (d.lgs. n. 259 del 1 agosto 2003). Le richieste sono presentate al Comune, che ha 90 giorni di tempo per rilasciare l'autorizzazione, dopo aver fatto tutte le valutazioni necessarie. Di particolare importanza è il parere dell'ARPAV per le problematiche ambientali e quello della Direzione Urbanistica per la verifica di compatibilità dell'intervento con gli strumenti edilizi e urbanistici (es. Piano Regolatore, Regolamenti, ecc.). Qualora l'intervento sia previsto in area vincolata (beni artistici, paesaggio, ecc.) occorre anche il parere della Soprintendenza.
    Se entro 90 giorni il Comune non rilascia l'autorizzazione o non emana un provvedimento di diniego, l'impianto si considera autorizzato (art. 87 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche).
    Per quanto riguarda il controllo, il Comune provvede a chiedere ad ARPAV l'attività di misurazione di verifica del rispetto dei limiti di legge ed effettua in proprio i controlli di carattere edilizio ed urbanistico.

    2) Chi stabilisce i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici?

    La legge n. 36 del 22 febbraio 2001 determina i limiti di esposizione, valori di attenzione e gli obiettivi di qualità. La competenza è esclusiva dello Stato, e Regioni e Comuni non possono quindi intervenire in questa materia. I limiti stabiliti dalla norma italiana sono molto cautelativi: i valori raccomandati dalla Commissione Europea sono 10 volte superiori rispetto ai valori italiani di 6 V/m.

    3) Chi abita vicino a una SRB (stazione rado base) si deve preoccupare per la sua salute?

    Nonostante numerosi studi in proposito, finora non sono stati evidenziati effetti sulla salute collegabili alla vicinanza a questi impianti, anche nei paesi in cui i livelli di campi elettromagnetici consentiti dalla legge sono assai più elevati che da noi. Già nel 2000 le conclusioni di un'importante indagine sui Campi Elettromagnetici erano che "non risultano prove evidenti di rischi per la salute della popolazione che vive in prossimità di SRB". Non è stato neppure documentato che esista una maggiore sensibilità di alcune persone ai CEM (campi elettro magnetici).
    Allo stato attuale delle conoscenze, si può concludere che l'esposizione delle persone ai CEM delle SRB non comporta rischi per la salute.

    4) Ma queste conclusioni sono definitive?

    Vista la grande diffusione dei telefoni cellulari, la quantità di soggetti interessati e la preoccupazione di una parte della popolazione, è necessario completare e approfondire ancora le conoscenze scientifiche, soprattutto perché lo sviluppo troppo recente di questa tecnologia non ha consentito studi epidemiologici su popolazione esposta per più di 10/15 anni; questo è considerato un periodo breve per lo studio di patologie cronico degenerative quali i tumori, in cui vi può essere un lungo tempo di latenza fra l'esposizione a un cancerogeno ambientale e l'insorgenza della malattia.
    Nel caso delle radiofrequenze di cui si parla si può affermare fin da ora che, se c'è un qualche effetto, questo è molto debole: il dubbio riguarda soprattutto l'uso del telefono cellulare che comporta un'esposizione molto più intensa, rispetto all'antenna,anche se discontinua.
    Di fronte allo straordinario sviluppo della tecnologia della telefonia mobile la comunità scientifica internazionale si è comunque attivata in quanto un seppur minimo rischio connesso a una tecnologia così diffusa potrebbe avere un grosso peso sulla salute pubblica. A titolo di maggior sicurezza sono quindi stati stabiliti a livello internazionale dei limiti cautelativi di esposizione alle radiofrequenze prodotte dalle SRB, in base ai quali alcune nazioni hanno potuto adottare limiti di legge: quelli in vigore in Italia sono fra i più bassi al mondo.
    Ugualmente a titolo precauzionale viene consigliato un uso prudente del telefono cellulare al di sotto dei sedici anni.

    5) Chi porta un pacemaker o uno stimolatore cardiaco può abitare vicino a un'antenna?

    I valori di campi elettromagnetici che possono causare interferenza con i pace-maker o gli stimolatori cardiaci, sia riportati dalla letteratura scientifica che ricavati da studi sperimentali, sono di gran lunga superiori a quelli ammessi dalle linee guida internazionali e dalla legge italiana per le SRB. Non risultano casi di possibili interferenze fra livelli di campi elettromagnetici quali quelli ammessi per le SRB per la popolazione in generale e questi apparecchi, pertanto coloro che li portano possono vivere tranquillamente nelle vicinanze di un'antenna per telefonia.
    Possono invece essere necessarie precauzioni nell'esposizione ad altre sorgenti di CEM, quali gli stessi telefoni cellulari.

    6) Ma chi controlla le stazioni radiobase?

    Il controllo è affidato alla Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Veneto (ARPAV).
    ARPAV svolge tre tipi diversi di verifica:
    - esamina il progetto di ogni stazione prima che venga realizzata o modificata;
    - valuta il collaudo degli impianti più critici, dopo la realizzazione delle stazioni,;
    - organizza le misure di controllo con i propri tecnici.

    7) Come viene valutato il progetto di una nuova stazione? Chi mi garantisce che la somma degli effetti con gli impianti vicini non crei un'esposizione pericolosa?

    ARPAV ha un archivio che contiene tutti i progetti presentati per la realizzazione delle diverse stazioni radiobase presenti sul territorio. Per ogni nuovo progetto viene fatta una simulazione del campo elettromagnetico prodotto da tutte le stazioni presenti nella zona circostante. Nella simulazione si ipotizza, per cautela, che tutti gli impianti possano funzionare contemporaneamente ed alla massima potenza. Il programma di simulazione calcola il campo elettrico sulle facciate e le coperture di tutti gli edifici. Se da questa prova emerge un superamento dei limiti di legge la realizzazione della stazione non viene autorizzata. ARPAV, in questo modo, verifica non solo la compatibilità del nuovo impianto con quelli esistenti, ma anche con quelli già autorizzati, ma ancora da realizzare.
    Se vuoi controllare quali impianti sono stati presi in esame per fare la simulazione, puoi chiedere una copia del parere di ARPAV al Comune o ad ARPAV stessa.

    8) Sono venuti dei tecnici per fare misure del campo elettromagnetico, ma non sono sicuro che fossero di ARPAV. Chi potrebbero essere?

    Le misure del campo elettromagnetico le fanno i tecnici di ARPAV durante le attività di controllo, ma anche i tecnici dei gestori di telefonia mobile, durante la fase di progetto della stazione, per assicurarsi che sia compatibile con i livelli di campo già presenti. I gestori degli impianti fanno svolgere misure presso le abitazioni anche dopo la realizzazione della stazione, qualora ARPAV richieda loro un collaudo dell'impianto. In questo caso viene prodotta una relazione che ARPAV esamina per controllare che la stazione sia conforme al progetto.

    9) Ma dopo, chi ci garantisce che le emissioni degli impianti non vengano aumentate?

    ARPAV svolge controlli a campione su molti impianti ogni anno. I controlli vengono svolti all'insaputa del gestore dell'impianto, sulla base delle richieste che arrivano dal comune. I risultati di tutti i controlli sono visibili sul web al questo indirizzo. Alcuni impianti vengono tenuti sotto controllo con centraline di monitoraggio per diverse settimane. La potenza emessa dalle stazioni è variabile, secondo il traffico telefonico servito: è maggiore di giorno e minore di notte, ma secondo un andamento abbastanza regolare, perciò anche misure relativamente brevi, fatte nelle ore del giorno, sono rappresentative delle situazioni più critiche che si possono presentare.

    avvertenze:

    Le informazioni qui riportate sono state redatte dal personale del Comune, e su dati ARPAV. Non tutte le affermazioni qui riportate possono essere estese anche ad altre tipologie di impianti o a quanto avviene in altri Comuni.

  • eternit ed amianto;
  • segnalazioni di inconvenienti igienico-sanitari (aree incolte/ abbandono rifiuti/ ecc…);
  • segnalazioni di inquinamento ambientale (sversamento nei corsi d’acqua e sul terreno);
  • segnalazioni di emissione in aria non autorizzate (in rapporto con la Provincia di Venezia);
  • segnalazioni rumore (in rapporto con il Corpo di Polizia Locale presso l'Unione dei Comuni della Riviera del Brenta);
  • animali (abbandono/randagismo).

 

Responsabile del servizio: Dott. Stefano Ceccon

Email: ecologia@comune.fiessodartico.ve.it

Tel:041.5137116

 

PERSONALE

                           
Giuliano Tonello

Tel: 041.5137115

Fax: 041.5160281

Email: tecnico@comune.fiessodartico.ve.it

 

ORARI

Martedì: 15.00 - 17.45
Giovedì: 10.00 - 13.00

 

 

Regole per una buona manutenzione dei fossi privati

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Tav. 4.1 - Carta delle competenze amministrative della rete idrografica minore

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Tav. 4.2 - Carta della classificazione idraulica della rete idrografica minore

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