JAZZNOSTOP 2021 da martedì 28 settembre, iscrizioni entro il 23 settembre

Pubblicato il 30 agosto 2021 • Cultura Piazza Guglielmo Marconi, 16, 30032 Fiesso VE, Italia

Jazznostop giunge nel 2021 alla 18a edizione ed è una rassegna musicologica e percorso d’ascolto organizzato dal Comune di Fiesso d’Artico e ideato dalla Biblioteca Primo Maggio. Alcune delle voci più autorevoli della musicologia afroamericana, in ambito nazionale e internazionale, incontrano il pubblico di Jazznostop e presentano il loro prezioso contributo a “SOUL IN JAZZ”, titolo della rassegna di quest’anno.

Un nuovo affascinante viaggio nella musica e con il jazz, aperto alle contaminazioni e senza alzare gli steccati dei generi, immergendosi nel cosiddetto soul: Luca Bragalini ripercorre il successo di una canzone da jazz al pop grazie a uno straordinario suo interprete; Stefano Zenni analizza il soul jazz senza semplificarlo in un fenomeno folk;  Francesco Martinelli affronta gli insospettabili intrecci tra gospel e free jazz, partendo dal blues e incontrando il soul; Enrico Merlin dalle tracce di jazz e soul arriva a rap e hip hop, invitando a non sminuire queste espressioni musicali così intrise di anima afroamericana.

La partecipazione agli eventi, tutti in Sala Consiliare di Fiesso d’Artico alle ore 20.45, tutti di martedì a partire dal 28 settembre, è gratuita, ma è obbligatoria l’iscrizione entro giovedì 23 settembre 2021 a biblioteca@comune.fiessodartico.ve.it.

La realizzazione di Jazznostop è possibile grazie al sostegno di Fondazione Riviera Miranese, alla collaborazione di Veneto Jazz, al supporto tecnico di Hotel Villa Giulietta.

 

LE CONFERENZE

 martedì 28 settembre

RAY CHARLES E LA SUA GEORGIA (ON MY MIND)
La love story del secolo

Relatore: Luca Bragalini

Per tutti Georgia on My Mind è una canzone di Ray Charles. Tuttavia quando Brother Ray conobbe Georgia la song aveva già 30 anni di vita e aveva mietuto grandi successi soprattutto in ambito jazzistico. Poi nel 1960 arriva The Genius e la scippa al jazz per farne una bandiera della soul music. Non era mai successo che un pezzo jazz diventasse così universalmente pop (e black) da stimolare versioni di James Brown e Aretha Franklin. Questa è la storia d’amore tra un uomo e una canzone, love story che si è svolta in uno scenario che è ancora tutto da esplorare: quello degli insospettabili rapporti tra gli alfieri del rhythm and blues e i protagonisti del jazz.

Video, immagini, ascolti e parole per raccontare la vita di un uomo straordinario (Ray che era convinto che malgrado la cecità sarebbe riuscito a far atterrare il suo aeroplano in caso di un mancamento del pilota!) e le avventure di una canzone altrettanto straordinaria.

 

martedì 5 ottobre

METTERCI L'ANIMA

La tradizione inventata del soul jazz

Relatore: Stefano Zenni

Emerso intorno alla metà degli anni Cinquanta, il soul jazz di Horace Silver, Art Blakey, Bobby Timmons, Cannonball Adderley, si affermò come uno stile che si riallacciava alle radici folk della musica afroamericana, diventando la bandiera di un nuovo orgoglio nero. Ad uno sguardo ravvicinato questa musica, che ha prodotto indimenticabili capolavori, mostra però una storia e caratteristiche più complesse e problematiche.

 

martedì 12 ottobre

GEORGIA TOM E THOMAS DORSEY

Blues, gospel e free jazz
Relatore: Francesco Martinelli

Oggi usato quasi in modo intercambiabile come sinonimo di spiritual, il termine gospel ha una genesi precisa e come genere musicale un padre che ha incarnato nella sua vita due anime contrapposte e incompatibili della musica nera degli USA: Thomas Dorsey, noto quando cantava il blues come Georgia Tom. La libertà improvvisativa dei cori gospel è stata una fonte d'ispirazione per i vocalist del jazz d'avanguardia oltre che per quelli di rhythm'n'blues e soul: Cassandra Wilson diceva che lei trovava nuove idee soprattutto andando nelle chiese a sentire i cori popolari. Da Thomas Dorsey a Lester Bowie, da Sister Rosetta Tharpe a Jeanne Lee, un viaggio oltre i confini di genere tra sperimentazione e tradizione. Insospettati intrecci tra black church e free jazz.

 

martedì 19 ottobre

JAZZ RAPS, BUT HIP-HOP SWINGS

L’hip-hop figlio del soul?

Relatore: Enrico Merlin

 Ma siamo davvero sicuri che tutte queste musiche siano così distanti? Molti appassionati e sedicenti esperti di musica storcono il naso non appena sentono parlare di rap o hip-hop. A volte nemmeno ti permettono di provare a dimostrare quanta creatività e capacità si nascondano dietro alle produzioni più innovative del genere. Nel corso di questo incontro si indagano le loro forme particolari di permeabilità e comunione con il jazz e la musica improvvisata, e quali siano le connessioni con il soul. Niente spoiler, ma... avete mai ascoltato Jack Kerouac che legge On The Road? E magari subito dopo (o in contemporanea) un disco di Charlie Parker?

locandina JAZZNOSTOP 2021
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