Regione Veneto

Il musicologo Ferdinando D’Urso apre JAZZNOSTOP 2018, dedicata a "Il jazz figlio dei fiori"

Pubblicato il 23 marzo 2018 • Musica Piazza Guglielmo Marconi, 16, 30032 Fiesso VE, Italia

Il giovane  musicologo e musicista Ferdinando D’Urso, già padrone di una tecnica e uno di stile di ricerca originali e molto proficui, presenta a Fiesso d’Artico, nell’anno di “IL JAZZ FIGLIO DEI FIORI”,  il suo approfondito studio sulla cosiddetta Terza corrente e sulla figura di Gunther Schuller, arrivando ad intrecciare la teoria e l’estetica musicale a un caposaldo della storia e a un campione della cultura e società afroamericana, tenendo il baricentro sul fatidico 68.

 

martedì 27 marzo, ore 20.45

Sala Consiliare di Fiesso d’Artico

THE BLACK WARRIOR: UNA TERZA VIA PER LA PACE

Gunther Schüller ricorda il reverendo King

Relatore: Ferdinando D’Urso

 

Intellettuale dalle dimensioni rinascimentali, Gunther Schüller (1925-2015) si è sforzato nel corso della sua lunga carriera di compositore e musicologo di rendere permeabili i confini musicali; la sua opera si è incanalata lungo una “terza corrente”, imbarcando ad un tempo il meglio dei linguaggi improvvisativi e compositivi del jazz e della musica d’arte occidentale. Nel 1998, trent’anni dopo gli eventi, la sua arte composita ed eclettica volle ricordare una figura fondamentale della Storia americana: Martin Luther King. Attraverso la storia e l’analisi di The Black Warrior si ricostruisce la prospettiva di questo filone della musica contemporanea così squisitamente americano, spingendoci fino alle sue origini teoriche ed estetiche.

 

NOTE BIOGRAFICHE

Ferdinando D’Urso
Nato a Catania il 4 agosto 1988, inizia a studiare pianoforte all’età di otto anni. Dopo aver sostenuto gli esami di teoria e solfeggio (votazione 9/10) e pianoforte complementare (votazione 9/10) presso l’istituto musicale “Vincenzo Bellini” di Catania, all’età di quattordici anni comincia a studiare sassofono con il M° Carlo Cattano, suo attuale insegnante di sassofono e arrangiamento per big band. Dal 2014 studia composizione presso l’istituto musicale “Vincenzo Bellini” di Catania con il M° Giovanni Ferrauto. Il 22 novembre 2012 consegue la laurea magistrale in Discipline della Musica presso l’Università di Bologna con una tesi dal titolo “Third Stream: una possibile retrodatazione”, con voto 110/110 e lode (pubblicata come saggio in volume nel 2016 con il titolo “Riposto in un cassetto. La terza corrente prima della terza corrente” per i tipi di DueTreDue).
Nell’estate 2007 ha composto ed eseguito, insieme al chitarrista Santi Costanzo, la colonna sonora per l’opera teatrale Roberto Zucco allestita dal Laboratorio del Molo 2 del M° Gioacchino Palumbo. Ha suonato in occasione della prima mondiale dello spettacolo di musica ambientale “Conversazioni geologiche” di Alvin Currran. Nel maggio 2015 si è esibito durante il “Sonic Genome” di Anthony Braxton tenutosi presso il Museo Egizio di Torino in occasione del Torino Jazz Festival 2015. È membro attivo del laboratorio permanente di musica improvvisata Lab PSL. Ha fondato il trio “I giganti della montagna” con il pianista Lorenzo Paesani e il violoncellista Federico Sconosciuto incidendo due dischi: “L’arsenale delle apparizioni” (SLAMCD548) e “Oi Dialogoi” (SLAMCD555). Suona inoltre il sassofono contralto e baritono con il quintetto “Clockwork Groove” con il quale ha registrato “Waiting for Injection” (SLAMCD560).

Collabora assiduamente con la cattedra di Storia della musica dell’Università di Catania in qualità di Cultore della materia e con il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania per la stesura dei programmi di sala della stagione sinfonica.

A oggi è docente di Storia della musica presso il Liceo Statale “G. Turrisi-Colonna” di Catania.